Pedagogia della disabilità Briganti

Forum didattico del corso di Pedagogia della disabilità, Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione, Suor Orsola Benincasa di Napoli, organizzato da Floriana Briganti


    rispondi qui alla prima discussione mercoledì 18 marzo

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    Stefania Donatellis

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    Re: rispondi qui alla prima discussione mercoledì 18 marzo

    Messaggio  Stefania Donatellis il Ven Mar 20, 2009 2:55 pm

    Riguardo la discussione in aula,io sono d’accordo come la pensano alcune ragazze
    Pistorius è un giovane atleta molto coraggioso forte è carino, è le protesi è un vantaggio, essa da l'opportunita al disabile di poter di nuovo camminare e di correre, da una certa speranza al disabile. Pistorius penso che deve essere un modello di esempio per tutti i disabili che hanno lo stesso suo problema. Like a Star @ heaven
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    Sabrina Vitale

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    Re: rispondi qui alla prima discussione mercoledì 18 marzo

    Messaggio  Sabrina Vitale il Ven Mar 20, 2009 3:17 pm

    Io penso che gli studiosi e noi tutti normodotati, siamo semplicemente molto molto chiusi di testa.
    Vogliamo scopire nuovi mondi, si fanno guerre per rimodernizzare il mondo, si fanno gare a chi è più all'avanguardia, si fanno discussioni, lotte, commenti, e manifestazioni per la solidaietà e alla fine ci si perde in una goccia d'acqua dando problemi, sconfortando, ostacolando, persone come Pistorius che hanno accettato la vita, il più grande dono che noi tutti abbiamo avuto.....

    La ha Accettata ma soprattutto...... Lui ha deciso di viverla.... sunny

    La Rezza Giuseppina Maria

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    Il caso Pistorius

    Messaggio  La Rezza Giuseppina Maria il Ven Mar 20, 2009 5:45 pm

    è giusto dare merito a Pistorius che con la sua debolezza, col suo deficit ha la voglia di rincorrere un sogno e decide di "correre" contro tutti. E' una vicenda che fa riflettere anche sulla presenza delle tecnologie nello sport le quali consentono ad atleti disabili la partecipazione a gare con i cosiddetti normodotati. Grazie alla tenacia, al carattere, alle sue sofferenze, alla voglia di sana sfida e alla prodigiosa ricerca tecnologica, Pistorius gareggia e vince contro gli atleti “normali”.Quando i “normali” si sono visti superare dal “diverso”, ecco che è scattata subito l’azione di difesa. Con la sua forza di volontà, la voglia di superare i propri problemi, Pistorius,col suo esempio ed esperienza, dà una speranza a chi ha voglia di lottare e a chi si trova nelle sue stesse situazioni.
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    prof: il libro di Pistorius

    Messaggio  Admin il Ven Mar 20, 2009 6:24 pm

    Ringrazio tutte, in particolare la corsista che ha citato il libro di Pistorius, in corsa per un sogno di Cesare Balbo ne parleremo mercoledì al laboratorio.
    1.
    ecco la recensione:
    «Chi perde davvero non è chi arriva ultimo nella gara. Chi perde davvero è chi resta seduto a guardare, e non prova nemmeno a correre»:
    così Oscar Pistorius riassume nella sua autobiografia "DreamRunner", scritta con Gianni Merlo, l'insegnamento ricevuto dalla madre e dalla sua famiglia, da cui è sempre stato esortato a vivere una vita normale.

    Dall'età diciasette mesi, ossia da quando ha preso confidenza con il suo primo paio di protesi, ha cominciato a prendere forma l' indomita personalità che lo ha portato a vivere un'esistenza oltre gli impedimenti e senza autopregiudizi.

    Nato senza peroni in entrambe le gambe per una malformazione congenita, Pistorius ricorda che a undici mesi, gli amputarono le gambe per consentirgli di portare le protesi e che non si è mai posto il problema «se fossero arti migliori o peggiori di altri ma semplicente diversi».
    La sua è una diversità vissuta con naturalezza senza recriminazioni poichè, come afferma, «non penso mai a me stesso come a un disabile». È questo il punto di vista che gli ha consentito di affrontare le gare di atletica prima tra i disabili e oggi tra i normodotati, una distinzione che per merito di Pistorius sta diventando sempre più sfumata.

    Anche se appare difficile la sua partecipazione ai Giochi di Pechino di agosto - deve ottenere il pass olimpico entro il 17 luglio e il suo attuale limite sul giro di pista è ad oltre due secondi dal tempo richiesto - il libro è già un sugello della realizzazione del sogno di una vita normale cosa che può accadere ad altri come lui: Oscar è certo un emblema, ma sono già molti nelle sue condizioni che pure non trovano niente di "disabile" in quello che fanno e che attraverso la competizione cercano il proprio miglioramento.

    "DreamRunner" si rivolge a tutti quelli che rinunciano a un sogno, quale che sia il campo di gioco e di vita, perchè può darsi che ci sia qualche vantaggio anche nelle situazioni svantaggiose. Del resto con i rimedi che provengono dalla tecnologia si riesce a sopperire a situazioni che prima davano di sicuro meno opportunità. È stato Van Philips che, dopo aver perso a 21 anni una gamba tranciata dall'elica di un motoscafo, ha inventato le protesi in fibra di carbonio a forma di "j" indispensabili per correre. Le cosiddette "cheetah", nome ispirato al ghepardo, il felino ritratto in copertina con Oscar, sono un'innovazione che ha cambiato lo sport. Alle Olimpiadi di Atlanta '96 i primi atleti amputati le testarono, ma solo Pistorius le ha fatte uscire da una nicchia pressochè sconosciuta anche grazie all'aiuto di Hugh Herr, il biofisico, anche lui disabile, del Mit di Boston autore dei test decisivi che hanno convinto il tribunale di Losanna ad accettare il ricorso di Pistorius. È a loro, insieme alla madre, che Oscar deve allargare il proprio riconoscimento, oltre che a se stesso.
    al link http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Sport/2008/07/pistorius-dreamrunner.shtml?uuid=3f1b87a4-48ed-11dd-be66-4257e4fdd63d&DocRulesView=Libero
    2.

    Dream Runner. In corsa per un sogno di Oscar Pistorius con Gianni Merlo
    "Quando la gente mi chiede perché voglio partecipare alle Olimpiadi, senza la certezza di qualificarmi per le finali o le semifinali, rispondo che non è quello che mi interessa. La questione non è confrontarmi con gli altri. È stato così anche alle Parolimpiadi. Per quanto sia bello vincere, è meglio arrivare secondo e migliorare il tuo tempo che arrivare primo con un tempo perggiore del tuo record. Io voglio correre per me stesso."

    Una biografia davvero speciale questa di Oscar Pistorius, prima di tutto considerando l'età del campione, nato a Johannsburg il 22 novembre 1986, e poi perché non c'è nulla di particolare rispetto alla vita di tanti suoi coetanei se non un particolare: Oscar non ha le gambe.


    Una famiglia amatissima, sempre al centro dei suoi discorsi, un'educazione che gli ha permesso di affrontare le cose con molta energia morale e molta serenità. Nato con una malformazione (gli mancava il perone e i piedi erano solo abbozzati) ha subito l'amputazione delle gambe sotto il ginocchio, quando aveva 11 mesi. Scelta difficile per i genitori che è stata presa, dopo aver consultato i maggiori specialisti in materia, ma è stata la scelta giusta, quella che gli ha permesso di iniziare a camminare già attraverso delle protesi e di considerare quelle gambe artificiali con naturalezza.

    Un'infanzia normale e tranquilla, supportata non solo dall'intelligenza e dall'affetto dei genitori ma anche dalla presenza di un fratello Carl e di una sorella. Carl è maggiore di tre anni ed è un vero punto di riferimento per Oscar, capace di passare con lui ore ad aspettare i controlli medici e la fornitura di nuove protesi (essendo un bambino in crescita andavano sostituite molto spesso) e di stimolareil fratellino senza mai bloccarlo per paura che si facesse male. La paura non fa parte del DNA di Oscar che si lancia in ogni tipo di attività sportiva o ludica, che socializza con facilità e cresce con molto equilibrio.

    I genitori divorziano ma non creano traumi nei figli, anzi sono loro accanto sempre. L'amore e la stima per entrambi traspare da ogni pagina di questa biografia, così come l'orgoglio di essere un Pistorius, anche se la tenerezza nei confronti della madre, morta qualche anno fa, e il senso di perdita infinito caratterizza alcune pagine e non solo quelle che raccontano il doloroso momento della morte.


    L'attività sportiva permea tutto il ciclo di studi del ragazzo, vivace per natura e sempre teso a migliorarsi, a mettersi in gioco e alla prova. L'atletica però per molti anni non lo attira, appassionato com'è a praticare sport di squadra, il rugby e la pallanuoto soprattutto. Proprio in una partita di rugby subisce un brutto placcaggio (i giocatori non avevano particolari riguardi nei suoi confronti, ma si comportavano con lui come con qualsiasi altro avversario) e gli si spezza una gamba (o meglio la parte di gamba che possiede). Teme che la sua attività sportiva sia finita, ma le cure straordinarie dei medici, appassionati al suo caso, gli permettono di non subire neppure un'operazione.

    Le protesi tradizionali, un po' pesanti e poco maneggevoli, vengono a un certo punto sostituite da altre artigianali, inventate da un ingegnere amico del padre. Un po' fragili permettono però a Oscar prestazioni ottime e all'ingegnere una convocazione in un ospedale degli Stati Uniti per mettere a punto la sua invenzione: quelle che oggi permettono al ragazzo di raggiungere tempi eccezionali nascono proprio da questa ricerca ingegneristica.

    Una gara di 100 metri, un tempo straordinario e il passaggio definitivo all'atletica. Questa disciplina impone a Oscar anche una diversa alimentazione, più proteinica, e un diverso stile di vita che con grande maturità viene adottato. Quello che colpisce di questa biografia è proprio la serietà e la maturità con cui fin da giovanissimo affronta tutte le prove e la vivacità, l'allegria che sembra non abbandonarlo mai. Va sottolineato che la vita di questo atleta non è solo allenamenti e gare, ma anche amici e ragazze. Vengono raccontate le prime cotte, il grande amore, i rapporti con gli amici, le feste...

    Ma a questa "normalità" si accompagna anche la consapevolezza di essere un privilegiato perché a non molti chilometri dalla sua bella casa, ci sono migliaia persone che non hanno da mangiare né un tetto sopra la tsta, così come altre migliaia hanno perso gli arti saltando sopra le mine. Questa coscienza se l'è formata progressivamente, richiesto da varie associazioni come testimonial di certe cause umanitarie. Il nuovo obiettivo di Pistorius è così quello di rendersi utile fondando una Ong per raccogliere fondi per l'acquisto di protesi per gli amputati in Africa.

    Ma torniamo allo sport. Dal 2005 Oscar ha iniziato a partecipare a meeting non solo per disabili, ma anche per normodotati. Successi autentici e il sorgere di alcune polemiche relative alle sue protesi, polemiche che sono diventate sempre più accese a mano a mano che il ragazzo otteneva grandi risultati.


    Tutto ciò turba moltissimo il giovane atleta, anzi gli fa temere che il suo sogno sia crollato perché delle specifiche analisi condotte dalla Iaaf indicavano che le protesi gli davano un indubbio vantaggio. Questo alla fine del 2007, in più Oscar proprio nello stesso periodo chiude, con sofferenza, la sua storia sentimentale, durata due anni, con una ragazza per lui molto importante. Ma, non essendo per natura un rinunciatario, fa ricorso perché è stato preso in considerazione solo il vantaggio offerto dalle protesi e non gli svantaggi evidenti: nuovi test, nuove considerazioni, una nuova ragazza.

    L'Italia è un luogo importante per Oscar perché rappresenta l'origine della sua famiglia (Pistorius deriva da Pistoia), qui ha iniziato a correre con i normodotati, qui ci sono i suoi avvocati, qui conosce il verdetto definitivo, a lui favorevole del Tas, qui nasce l'idea di questo libro.
    Credo che sia molto difficile commentare un libro che è una vera insegna del coraggio, dell'energia morale e della volontà, ma credo anche che valga la pena che queste pagine così energiche e forti siano un esempio per tanti (può sembrare banale, forse lo è, ma è anche vero) incapaci di uscire dalle proprie difficiltà, da contrattempi e piccoli guai che finiscono con l'avere la meglio sulle potenzialità che le stesse persone hanno.
    Essere senza gambe, camminare per tutta la vita con delle protesi (non ha neppure idea di che cosa voglia dire avere dei piedi) e tendere a gareggiare alle Olimpiadi è davvero una specie di miracolo.

    Le prime pagine

    Impronte


    Mi chiamo Oscar Carl Lennard Pistorius. Sono nato il 22 novembre 1986 nella clinica Sandton, a Johannesburg, in Sudafrica da Henke e Sheila Pistorius. Ero un bel bimbo di tre chili e trecento grammi, un peso già atletico, ma alla nascita i miei genitori ancora non sapevano che mi mancava un osso importante: il perone, che insieme alla tibia sostiene la gamba tra il ginocchio e la caviglia. Anche i piedi erano malformati, mancava completamente la parte esterna. In altre parole, avevo solo due dita - l'alluce e l'indice -, le ossa interne e il tallone.
    I medici non se ne sono accorti subito, il primo a rendersi conto che i miei piedini erano diversi è stato mio padre, e lui e mia madre hanno iniziato in quel momento, appena è stato chiaro che c'era qualcosa di «anormale», a fare domande, le prime di una lunga serie. A fare il possibile e l'impossibile per trovare una soluzione.

    Mentre io di domande non ho mai avuto il bisogno di farne: a casa ho sentito cento volte la storia dei vari consulti che i miei genitori hanno fatto dopo la mia nascita. Era un argomento che non li imbarazzava affatto, ne parlavano anche di fronte a me e ai miei fratelli, fin da quando eravamo piccoli. Avevano moltissimi amici, la nostra casa era sempre piena di gente e se qualcuno si informava della mia situazione loro rispondevano chiaramente, senza tanti giri di parole, raccontando il pellegrinaggio che li aveva portati a chiedere un'opinione sul mio caso a medici diversi, approfondendo sempre più l'argomento e la loro stessa conoscenza del problema. Di una cosa sono sicuro: che non si sono lasciati scoraggiare da niente e da nessuno, anche se certamente quel periodo deve essere stato molto pesante per loro. Ma i Pistorius sono testardi!
    La questione era molto complicata, e anche abbastanza rara: per come erano fatte le mie gambe alla nascita sembrava che non avrei mai potuto camminare, e sarei stato tutta la vita sulla sedia a rotelle. I miei genitori, però, hanno cercato in ogni modo di capire se esistevano altre soluzioni per potermi garantire un’esistenza il più possibile normale, e presto hanno iniziato a rivolgersi a specialisti in amputazioni. Ne hanno consultati addirittura undici.©️ 2008, Rizzoli

    Oscar Pistorius con Gianni Merlo – DreamRunner. In corsa per un sogno
    Prefazione di Candido Cannavò
    237 pag., ill., 16,50 € – Edizioni Rizzoli 2008
    ISBN 978-88-17-02559-1
    L'autore
    Oscar Pistorius è nato a Johannesburg, in Sudafrica, il 22 novembre 1986 con una grave malformazione congenita che ha costretto i suoi genitori a decidere di fargli amputare i piedi quando aveva undici mesi. Ha sempre condotto una vita normale e molto attiva, e dal 2004 è diventato una stella dell’atletica internazionale, stabilendo diversi record per la sua categoria e gareggiando con grande successo contro i migliori corridori normodotati del mondo. Nel 2008 la rivista inglese Time lo ha incluso tra le cento persone più influenti del mondo, nella categoria “Eroi e pionieri”, grazie alla sua battaglia per partecipare alle Olimpiadi di Pechino e far aprire le gare atletiche internazionali ai disabili.
    28 luglio 2008 Di Grazia Casagrande
    http://www.wuz.it/recensione-libro/2378/dream-runner-oscar-pistorius-gianni-merlo.html

    TERESHA BARBIERI

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    Re: rispondi qui alla prima discussione mercoledì 18 marzo

    Messaggio  TERESHA BARBIERI il Ven Mar 20, 2009 7:37 pm

    La situazione dei disabili,nonostante le nuove tecnologie che permettono a queste persone di avere una vita quasi come quella dei normodotati,non cambia.Infatti spesso i disabili più che affrontare i loro handicap, devono fare i conti con i normodotati,che nonostante le tante inofrmazioni non riescono a far sentire queste persone integrate nella società in tutto e per tutto.A questo proposito possiamo citare il caso Pistorius,che con il suo grande impegno fisico e la sua volontà è riuscito ad essere un' atlete a tutti gli effetti,al punto di essere tra i primi nelle gare di corsa.Il caso Pistorius è stato oggetto di tanti dibattiti,perchè le protesi di questo atleta
    sono state viste non come un ostacolo ma come un vantaggio nella corsa. Secondo me non è giusto escludere Pistorius, perchè le protesi non devono essere viste solo come un vantaggio, perchè magari danno all'atleta una maggiore resistenza allo sforzo fisico,ma devono essere anche considerate uno svantaggio, infatti il disabile deve adattarsi a qualche cosa che non fa parte del proprio corpo naturalmente come le gambe.Deve adattarsi al punto di poterle usare allo stesso modo e addirittura correre allo stesso modo di chi ha le proprie gambe.Non mi sembra giusto anche perchè non tutti i portatori di protesi sono dei campioni ma solo coloro come Pistorius che si sono impegnati e allenati tanto sono dei veri campioni.
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    M. MARZIA CASTALDO

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    Re: rispondi qui alla prima discussione mercoledì 18 marzo

    Messaggio  M. MARZIA CASTALDO il Ven Mar 20, 2009 10:50 pm

    A mio parere,Oscar Pistorius,ha dovuto produrre tanto per raggiungere i risultati attuali.In un caso come il suo, ci vogliono ore e ore di allenamento per rendere affini le protesi con il resto del corpo, in particolare i muscoli delle cosce e delle anche. Bisogna dire che la chiave del suo successo sta nel modo con cui è riuscito a rendere complice nella corsa due entità corporali totalmente diversi fra loro.Non bisogna fare di tutto questo un dramma...ma anzi..bisogna prendere questa persona come esempio perchè ha accettato di vivere la sua vita con un grande deficit...e nonostante tutto continua a godersela fino in fondo cercando di raggiungere un SOGNO che sarebbe poi quello di correre come una persona normodotata!

    Pasqualina Del Prete

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    Pistorius

    Messaggio  Pasqualina Del Prete il Sab Mar 21, 2009 11:38 am

    buongiorno a tutti! .... volevo continuare quanto ho già detto perchè ho trovato interessanti le considerazioni di manuela palermo. effettivamente Pistorius potrebbe essere considerato una minaccia dai normodotati proprio xkè potrebbe essere visto non come uno di loro ma come un "SUPERDOTATO" e di una dote ke tra l'altro non è naturale.
    beh certo la questione è alquanto delicata e sicuramente coloro che hanno deciso non farlo partecipare alle olimpiadi sono molto piu informati di noi......ma ciò ke suscita la mia perplessità è: possile che non si sia riuscito a trovare 1 altro rimedio? l'unica soluzione era nn farlo partecipare? forse questo faceva comodo a qualcuno? non si potevano sostituire le protesi o vedere in ke misura era avvantaggiato e prendere decisioni di conseguenza?
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    Erica De Angelis

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    pistorius

    Messaggio  Erica De Angelis il Sab Mar 21, 2009 2:17 pm

    certo che è paradossale: un ragazzo con un handicap così forte , come non avere entrambe le gambe, viene considerato ,almeno al principio, non idoneo per le olimpiadi in quanto avvantaggiato dalle protesi...eppure pare sia proprio così!! perchè sono nate le protesi? per aiutare il disabile a compensare alcune mancanze fisiche.E ora perchè c'è le volete togliere, forse perchè queste protesi più che compensare, avvantaggiano il ragazzo? Ma in questo discorso il talento e la forza di volontà dove le collochiamo?! Io penso che entro determinati limiti si voglia promuovere la normalizzazione del disabile, ma senza varcare mai quel muro di attività e competenze monopolio dei normodotati. D'altronde non dimentichiamo il valore simbolico che ha assunto Pistorius con la sua battaglia, ossia quello di poter con l'ausilio di tecnologie abilitanti superare i limiti assegnategli da madre natura!!
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    VERONIKA PETRONE

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    RIFLETTIAMO INSIEME SULLE PARAOLIMPIADI!

    Messaggio  VERONIKA PETRONE il Sab Mar 21, 2009 6:26 pm

    SALVE A TUTTE!
    SONO VERONIKA...CAUSA PROBLEMI-TECNICI SOLO ORA HO POTUTO REGISTRARMI AL SITO E LEGGERE I VOSTRI INTERESSANTI COMMENTI E LE VOSTRE OPINIONI SUL TEMA ASSEGNATOCI IN CLASSE...HO PENSATO MOLTO IN QUESTI GI0RNI E HO CERCATO DI FAR CHIAREZZA TRA MENTE E CUORE PER ESPRIMERE CON TRANQUILLITà IL MIO PENSIERO CHE POTREBBE RISULTARE ABBASTANZA RAZIONALE(COME MIO SOLITO).
    UMANAMENTE PARLANDO,CREDO CHE LA PERSONALITà UNICA E IRRIPETIBILE DI OSCAR PISTORIUS POTREBBE INSEGNARCI MILIONI DI COSE INVITAND0CI A RIFLETTERE SUL SIGNIFICATO STESSO DI "VITA"...
    RAZIONALMENTE PARLANDO RITENGO CHE OSCAR DEBBA "SFORTUNATAMENTE" CONFRONTARSI CON LA SUA REALTà E LIMITI FISICI,AGENDO IN RAPPOTO AD ESSI!ORA MI RIVOLGO A CHI TRA DI VOI PENSA E SOSTIENE CHE OSCAR ERA STATO DESCRIMINATO NELLA SUA PARTECIPAZIONE ALLE OLIMPIADI CON I NORMODOTATI...IO NON CREDO ASSOLUTAMENTE CHE SI DEBBA PARLARE IN QUESTI TERMINI!IN QUANTO, PER TUTTI COLORO CHE SONO"IMPEDITI"DA DISABILITà FISICHE,SENSORIALI O INTELLETTIVE,MA CHE SOGNANO DI PRATICARE DETERMINATI SPORT E DI GAREGGIARE UGUALMENTE,SONO STATE APPUNTO PENSATE,PROGETTATE E CREATE LE COSIDDETTE PARAOLIMPIADI:OVVERO L'EQUIVALENTE DEI GIOCHI OLIMPICI,praticamente le olimpiadi PARALLELE!(IL TERMINE INFATTI DERIVA DALLA FUSIONE TRA PARA=PARALLELE E OLIMPIADI!) DOVE NON SONO PRESENTI ESCLUSIONI,EMARGINAZIONI E DISCRIMINAZIONI DI TIPO ALCUNO!queste olimpiadi acquistano valori importantissimi, quasi eroici. Sono più che atleti, molti sono grandi persone che hanno saputo riorganizzare la loro vita...con un immensa forza innata...!!! Basketball

    simona.asciolla

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    protesi: arma a doppio taglio!

    Messaggio  simona.asciolla il Sab Mar 21, 2009 7:49 pm

    Ciao a tutti, mi presento sono Simona Smile
    Ho letto le vostre riflessioni e ho notato che la maggior parte di voi tende a parlare solo di vantaggio "o" solo di svantaggio. Io mi chiedo e vi chiedo: le protesi sono davvero solo l'uno o l'altro o sono entrambi confused
    Credo che dare una risposta sicura e decisa sia abbastanza difficile. Sicuramente dipende il punto di vista che prendiamo in considerazione.
    Dal punto di vista sportivo Basketball ,considerando la situazione di Oscar Pistorius, le protesi possiamo considerarle innanzitutto uno svantaggio. Perchè? Bè, perchè entriamo in un mondo fatto di "regole" e queste valgono ovviamente per tutti a prescindere dalla propria condizione. Il dubbio sulla legittimità della partecipazione di Pistorius alle Olimpiadi nasce proprio in nome delle regole, non di un pregiudizio. Possiamo quindi dire secondo questo punto di vista che impedire al giovane atleta sudafricano di partecipare alle Olimpiadi non sia un pregiudizio ma semplicemente il rispetto di regole stabilite da un organismo Internazionale che deve garantire a tutti "uguali" possibilità di partecipazione alle olimpiadi stesse senza ausili aggiuntivi, visto che , come già sappiamo, è stato scientificamente dimostrato che le protesi facilitano del 30% le sue prestazioni sportive. Svantaggio anche perchè non vengono presi in considerazione i sacrifici che la persona ha dovuto fare per imparare a convivere con le protesi, a saperle sfruttare nel miglior modo possibile...Ad esempio, nel caso di Pistorius...un altra persona nelle sue stesse condizioni, avrebbe avuto le stesse prestazioni? Avrebbe avuto la stessa prontezza? Avrebbe saputo utilizzarle come le sa usare solo lui? Perchè considerare solo lo strumento "protesi" in sè per sè e non considerare tutto il contorno? Non considerare la forza fisica e psichica che Pistorius ha dovuto metterci per ottenere tutto ciò?
    Possiamo considerarle anche un vantaggio? Forse si, nel senso che grazie a quest'ultime molte persone hanno avuto la possibilità di realizzare i loro sogni, hanno potuto credere nuovamente in qualcosa, hanno potuto combattere per farsi valere...
    Dal punto di vista umano cheers ,invece? In questo senso le protesi hanno senza ombra di dubbio un grande vantaggio...è come se portassero la persona a "rivivere" dandogli la possibilità di affrontare la vita nelle condizioni migliori possibili! ma rappresentano anche uno svantaggio. Perchè? Bè, noi lavoriamo per realizzare l'integrazione,per trasmettere alla società il messaggio che,nonostante i limiti che ciascuno di noi può avere,abbiamo tutti diritto a partecipare alle esperienze condivise e poi?...Parliamo di vantaggio quando un ragazzo che ha avuto la forza,il coraggio e la determinazione di superare un proprio limite ed è oggi in grado non solo di competere,ma di superare quelli che prima erano avvantaggiati rispetto a lui nell'uso delle gambe? E' ingiusto sotto questo punto di vista relegarlo alle paralimpiadi,eppure...si dubita, si dibatte... Pistorius è in grado -senza gambe- di fare quello che quelli -con le gambe- non sono in grado di fare e non è giusto appellarsi all'elasticità delle protesi al titanio,esse sono state lo strumento per uscire dalla discriminazione,dalla disabilità,non possono contemporaneamente essere il motivo della sua esclusione sociale.
    Come possiamo notare è molto difficile determinare cosa sia giusto e cosa non lo sia, soprattutto perchè considerando un punto di vista o l'altro cambia la prospettiva, cambiano le priorità...
    Come possiamo considerare allora le protesi? Possiamo immaginarle come un arma a doppio taglio che da un lato diminuiscono la differenza tra normodotato e non e dall'altro invece l'accentuano...cosa sarà giusto allora Question

    *Simona*
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    Federica_Fusco

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    Pistorius...disabile o uomo bionico???

    Messaggio  Federica_Fusco il Sab Mar 21, 2009 11:07 pm

    Come già detto Pistoriius è un atleta è come tale deve essere trattato, non si può dire che egli sia "diverso" usa semplicemente mezzi diversi, per fini uguali, ma è importante dire che egli usa ugual impegno, non dimentichiamo che non è possibile che egli non senta la fatica!!! ricorddimoci che ha la parte superiore delle gambe e quindi attraversso le cosce sente ugualmente la fatica di un atleta normodotato, per me è allucinante che un medico, ovvero una persona che ha votato la sua vita ad aiutare gli altri, possa dire che egli abbia uno sforzo minore del 30% rispetto ai normodotati...Non era la scienza e la medicina che dovevano infrangere queste barriere normodotati disabili???

    simona.asciolla

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    video

    Messaggio  simona.asciolla il Dom Mar 22, 2009 12:38 am

    Vi propongo questo video...molto interessante!!!




    Allora non solo Pistorius è avvantaggiato, come sostiene lo Iaaf!!! affraid


    *Simona*

    caliendodomenica

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    Oscar Pistorius

    Messaggio  caliendodomenica il Dom Mar 22, 2009 3:23 pm

    Guardando i vari video su Oscar Pistorius ho notato la grande forza che vi è in questo ragazzo nel mettersi in gioco.Oscar,nonostante la sua menomazione ha trovato lo spirito giusto per coltivare una sua passione,quindi non ha reso il perno della sua vita la sua diversabilità,ma la parte positiva,valoriale che possiede e che esprime nella sua dimensione affettiva,lavorativa e sociale,e per questo non si può far altro che ammirare il carisma di Oscar.Si potrebbe aprire un ulteriore discorso sulla questione vantaggio o svantaggio:secondo me a livello sportivo le leve artificiali rappresentano un vantaggio, in quanto costituiscono una sorta di molla che gli dà un ulteriore spinta,però nonostante questo la prima cosa che mi viene in mente non è tanto discutere di vantaggio o svantaggio,ciò è meglio lasciarlo fare a dei veri competenti.La prima e unica cosa che mi balza alla mente è la forza di volontà e la gran voglia di lottare di Oscar che ha vinto,nonostante tutto e tutti,una battaglia con sè stesso e con gli altri,una battaglia che lo ha reso protagonista di una storia densa di emozioni e fonte di grande ammirazione.

    maria cristina miele

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    Re: rispondi qui alla prima discussione mercoledì 18 marzo

    Messaggio  maria cristina miele il Dom Mar 22, 2009 6:42 pm

    Ciao a tutti sono Cristina,
    premetto che per affrontare questo tema ,crdo ci sia bisogno di una conoscenza pprofondita della storia di questo atleta, quanto degli studi che sono atati effettuati sulle sue protesi.
    Ad ogni modo,esprimo l ammirazione nei confronti di un ragazzo che,non tanto grazie alle tecnologie abilitanti,quanto alla volontà,al coraggio e la voglia di vivere, di farcela, ha trasformato il suo handicap in una abiltà.
    Non me la sento,tuttavia, di parlare di discriminazione o di sconfitta:se gli studi scientifici sulle protesi sono stati fatti con precisione,allora Pistorius è stato escluso dalle Olimpiadi perchè effettivamente le sue protesi creano inequità rispetto agli atleti normodotati;il rispetto che si deve ad un atleta diversamente abile è lo stesso che si deve ad un atleta normodotato.

    manuela palermo

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    Re: rispondi qui alla prima discussione mercoledì 18 marzo

    Messaggio  manuela palermo il Dom Mar 22, 2009 7:12 pm

    http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/sport/atleti-paraolimpici/atleti-paraolimpici/atleti-paraolimpici.html

    la COSA più veloce senza le gambe...
    (del tutto senza parole)
    Forse prima di domandarci se è giusto che Oscar Pistorius corra alle olimpiadi, dovremmo chiederci com'è possibile che ci siano persone a definire un ragazzo privo di gambe una COSA...

    Marianna Pisciotta

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    caso Pistorius

    Messaggio  Marianna Pisciotta il Dom Mar 22, 2009 7:56 pm

    Salve a tutti!Sono Marianna, e ho riflettuto molte volte sulla domanda posta in aula riguardo il vantaggio o lo svantaggio dell'uso delle protesi (cheetah)di Oscar Pistorius. Leggendo i vari articoli che lo riguardano sono rimasta principalmente colpita dalla sua forza di voler migliorare la sua vita, compiendo sforzi estremi da un punto di vista fisico, dato che il suo corpo poggia su gambe che la biomeccanica gli ha creato; quindi egli non ha appreso a camminare e correre naturalmente,come fanno tutti gli essere umani, ma ha dovuto compiere tentativi su tentantivi, e la volontà che ci ha messo è sicuramente superiore al normale. Ammiro, però, sopratutto il suo coraggio di mettersi in mostra e in gioco e rispondere con etrema tranquillità a chiunque gli impedisce di essere atleta. Lo sport è sempre stato nella storia un contesto di incontro e confronto e non di vincite e perdite a mio parere, ma probabilmente un contesto ancora non pronto ad accettare la parificazione tra disabili e normodotati coma la maggior parte della società. Oscar Pistorius con le sue abilità ha rimesso in discussione il rapporto tra normalità e disabilità, vissuta non come diversità, ma come carenze da un punto di vista fisico, che la scienza e il progresso oggi possono rimediare.
    A mio parere Pistorius ha tutto il diritto di affrontare gare con normodotati. Il video postato da Simona Asciolla dichiara che molti atleti fanno uso di scarpe con carbonio che aumentano le potenzialità, ma ciò perchè non viene contestato? perchè Oscar si?
    Perchè egli ha una debolezza maggiore rispetto agli altri, e quindi di più facile accusa. Una debolezza che è diventata il suo punto di forza.
    Concludendo mi auguro che Pistorius possa essere giudicato per come corre, e non per cosa usa per correre. flower

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    Re: rispondi qui alla prima discussione mercoledì 18 marzo

    Messaggio  ilaria prota il Dom Mar 22, 2009 11:09 pm

    ilaria prota ha scritto:Salve a tutti.In seguito al dibattito in aula su Oscar Pistorius e dopo aver letto il materiale fornito sul forum, penso che sia lui,che altre persone definite "diversamente abili",subiscano delle ingiustizie.Nonostante il fatto che,come dimostrato scientificamente le protesi portano un vantaggio,non credo sia giusto impedire a Pistorius di gareggiare con i normodotati.In aula ho detto che secondo me i colleghi di Pistorius lo appoggiano perchè sanno che ha perso quando non era preparato atleticamente e quindi si rendono conto che ciò che è importante è questo,la preparazione atletica...ma penso anche che la paura che il confine tra "normalità" e "anormalità" sia superato, potrebbe portarli a cambiare opinione.Se coloro dotati di protesi vincessero sempre ogni competizione,sarebbero visti come veri avversari e quindi temuti così la discussione sul vantaggio delle protesi diventerebbe ancora più accesa.Quello che mi domando anche è perchè è permesso utilizzare scarpe con suolette in fibre di carbonio ad alcuni atleti?e perchè altri possono gareggiare con protesi diverse tra i normodotati?come poi si può definire un essere umano"la cosa più veloce senza le gambe"!?Per concludere penso che ad Oscar Pistorius debba essere concesso di partecipare alle olimpiadi dei normodotati se vuole,perchè negargli questa possibilità?
    O.Pistorius si è guadagnato quello che ha e credo che non debba essere discriminato per la paura che possa vincere anche questa battaglia.
    [b]
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    Re: rispondi qui alla prima discussione mercoledì 18 marzo

    Messaggio  CAROLINA ANDOLFI il Dom Mar 22, 2009 11:09 pm

    "IN AULA ABBIAMO ASSISTITO AL PRIMO VIDEO SULL'ATLETA OSCAR PISTORIUS CHE CORRE CON PROTESI ALLE GAMBE CHE GLI SONO STATE AMPUTATE ALL'ETA' DI 11 MESI, DURANTE DIVERSE GARE L'ATLETA RIESCE A BATTERE I NORMODOTATI E QUESTO SUSCITA MOLTO SCALPORE E SOPRATTUTTO POLEMICHE DA PARTE DEI GIORNALISTI E DELLA FEDERAZIONE ITALIANA ATLETI CHE NON ACCETTA LA SUA RICHIESTA DI PARTECIPARE ALLE OLIMPIADI DI PECHINO.MOLTI CONSIDERANO
    PISTORIUS AVVANTAGGIATO RISPETTO AGLI ALTRI ATLETI GRAZIE ALLE SUE PROTESI IN CARBONIO CHE SECONDO LA CRITICA DAREBBERO UNO SLANCIO IN + AL GIOVANE E NON PENSANO CHE MAGARI DIETRO TUTTE QUESTE VITTORIE C'E' UN ALLENAMENTO MOLTO +DURO E FATICOSO RISPETTO A QUELLO DEGLI ALTRI. IO NON SNO ASSOLUTAMENTE D'ACCORDO SUL FATTO CHE OSCAR VENGA ESCLUSO DALLE GARE CON I NORMODOTATI I QUALI SONO GIA' STATI + FORTUNATI DI LUI AVENDO AVUTO LA POSSIBILITA' DI CRESCERE CON I LORO ARTI.
    IO VEDO OSCAR COME UN GIOVANE CORAGGIOSO, CON TANTA VOGLIA DI VIVERE E VINCERE CHE AL CONTRARIO DI ALTRI DISABILI COME LUI HA COLTIVATO SIN DA PICCOLO LA SUA PASSIONE, RENDENDO LA SUA DISABILITA' LA SUA PARTE POSITIVA,SENZA FARSI MAI METTERE IN OMBRA MA FACENDO PARLARE SEMPRE DI LUI."

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    Re: rispondi qui alla prima discussione mercoledì 18 marzo

    Messaggio  simona.asciolla il Lun Mar 23, 2009 12:30 am

    Admin ha scritto:Ragazzi vi invito a continuare la vostra riflessione su quanto scritto dai vostri colleghi, leggendo tutti i post anche delle pagine successive a una. Prendo ad esempio uno stralcio delle domande che si/ci pone Manuela Palermo, che qui cito.
    Per farmi riconoscere io scriverò sempre in rosso. La prof.


    manuela palermo ha scritto:
    1.una persona con un cosi grande handicap nonostante l'aiuto di protesi meccaniche può veramente essere considerato un individuo facilitato,avvantaggiato rispetto ad un altro individuo nato completo, senza difetti fisici e quindi senza bisogno di alcun sostegno ?
    2. E poi è corretto privare una persona (in questo caso Pistorius) alla partecipazione ad una gara tenendo conto del fatto che senza protesi di certo nn può correre???
    3. E ancora non si possono abbassare le potenzilità di queste protesi eliminando del tutto il vantaggio??? moralmente: si lui può correre è un suo diritto!!! razionalmente: la natura nn gli ha donato le gambe , ma qui ha rimediato l'uomo, SI può correre( purchè le protesi vengano modificte in modo tale da nn portargli alcun vantaggio)

    Manuela...
    1) Chiedi se Pistorius è avvantaggiato... Bè, a livello sportivo "forse" si, ma forse "non" è l'unico!!!Non so sei riuscita già a vedere, ma ho postato un video in cui viene detto che ci sono degli sportivi che per avere migliori prestazioni utilizzano delle scarpette particolari che sono proprio adatte a loro e che gli permettono di avere una migliore performance. Ora, partendo da questo presupposto come si può dire che Pistorius è avvantaggiato? Avvantaggiato per cosa? Per un qualcosa che in altro modo (scarpette) hanno anche gli altri? Allora sono tutti avvantaggiati? Perchè su di lui si devono fare accertamenti e non si fa un controllo sulle scarpette che vengono utilizzate dai normodotati? Pistorius deve essere il caprospiatorio? E perchè proprio lui? Forse perchè nel senso comune un disabile è visto ancora come un debole facile da colpire? Bè io penso che se fosse davvero così Pistorius darà la dimostrazione che si sbagliano di grosso. Lotterà (come già ha detto nell'intervista alle iene) per far valere un suo diritto e indirettamente far valere quello di tanti altri che come lui vivono situazioni simili.
    2) Credo non sia corretto!!! Sulla base di quello che ho appena detto, non vedo motivo per non far partecipare Pistorius alla gara. Inoltre, per me è una cattiveria dire "senza protesi non può correre". Sarà anche la cruda realtà, ma deve essere condannato perchè nato con delle malformazioni? Gli si deve privare la possibilità di vivere un sogno per una colpa non sua? Deve essere discriminato? Perchè prendersela con lui? Nell'intervista delle iene lui ha anche detto che persone nella sua condizione che hanno utilizzato le sue stesse protesi, non hanno avuto i suoi stessi risultati, perchè allora accanirsi contro di lui? Perchè appellarsi a vantaggi che probabilmente non sono tali o che probabilmente hanno anche gli altri?
    3)Abbassare le potenzialità delle protesi,dici...eliminare però anche le scarpette particolari utilizzate dagli altri...PURTROPPO SAI IL PROBLEMA QUAL'è...VIVIAMO IN UN MONDO, DOVE NON ESISTE COERENZA!

    *Simona*

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    Re: rispondi qui alla prima discussione mercoledì 18 marzo

    Messaggio  simona.asciolla il Lun Mar 23, 2009 1:25 am

    Filomena Mammalella ha scritto:
    Salve a tutti! Very Happy
    Il libro "DreamRunner", da lui scritto insieme al giornalista Gianni Merlo, inizia con la prefazione di Candido Cannavò che scive: "Oscar è un simbolo, Oscar dà coraggio al mondo: a quelli come lui, partiti con un handicap, ma anche agli uomini e alle donne che hanno avuto tutto dalla Natura e bruciano tesori nel vuoto di una vita senza valori". Concordo pienamente.
    Spesso la diversità fà paura e credo sia questo il motivo per cui si sia alzato questo polverone intorno alla vicenda di un uomo che vuole soltanto correre.
    Pistorius dovrebbe essere un esempio per tutti noi, che spesso ci arrendiamo davanti a dei piccoli ostacoli, senza nemmeno tentare di superarli.


    Non sapevo dell'esistenza di questo libro, credo sia davvero interessante!!!Grazie per questo intervento Wink
    Diciamo che la storia di Pistorius è stata di grande interesse...infatti,non solo è stato scritto un libro che parla di lui, ma anche una canzone, quella dei Negramaro "Via le mani dagli occhi".
    Ecco intervista ai Negramaro e video della canzone... sunny




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    Re: rispondi qui alla prima discussione mercoledì 18 marzo

    Messaggio  Anna Marino il Lun Mar 23, 2009 1:51 pm

    Credo sia una cosa assolutamente spettacolare. Pistorius ha trovato un modo per superare la sua disabilità e vivere come una persona "normale". E' un grande esempio di gioia di vivere e forza d'animo nonostante abbia perso le gambe da neonato. Non penso che le protesi possano creare alcun tipo di vantaggio perche comunque ha bisogno di un allenamento costante per gareggiare e ottenere ottimi risultati.
    Con lo sviluppo della scienza, oggi, si possono finalmente superare ogni tipo di ostacolo e Pistorius nè è l'esempio!!!!

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    Re: rispondi qui alla prima discussione mercoledì 18 marzo

    Messaggio  maria di fiore il Lun Mar 23, 2009 3:00 pm

    Buongiorno,oggi ho letto alcuni articoli su Oscar Pistorius ed ho guardato i video consigliati dalla docente.
    La cosa che più mi ha colpito di questo "GRANDE UOMO" è la sua tenacia, la sua forza di volontà, la sua caparbietà, la sua costanza, tutte doti che lo rendono "UNICO". Quanti di noi "cosiddetti normodotati" riusciamo a vivere la vita con lo stesso spirito e la stessa verve di Pistorius?
    Un ragazzo che nonostante la sua disabilità è riuscito a realizzare i suoi sogni. Ma chi siamo noi per poterlo limitare?
    Sicuramente la biotecnologia ha fatto passi da gigante ed ha consentito a persone eccezionali come Pistorius di ottenere dei risultati agonistici eccellenti, ma non tutti i disabili sono riusciti ad ottenere gi stessi risultati di questo campione. Ciò dimostra che ognuno di noi fa la differenza, normodotato o portatore di handicap, perchè siamo unici ed irripetibili.
    I disabili sono persone sfortunate, ma sono "PERSONE" e come tali devono essere considerate, con i loro limiti e le loro potenzialità. Si parla tanto di inserimento dei diversamente abili all'interno del contesto sociale, come tante sono le leggi emanate per i diritti ed il rispetto della persona portatore di handicap(la più famosa è la l.104 del '92)e quando ci troviamo di fronte ad un ragazzo che riesce ad ottenere dei risultati eccezionali grazie all'impegno, alla dedizione ed al sacrificio, ci spaventiamo?
    A questo punto mi viene da pensare che siamo noi i limitati, perchè ancora ci portiamo addosso il retaggio culturale che l'uomo deve essere perfetto. No, mi dispiace non ci sto, già tante persone sono state emulate sull'altare della patria in passato. Propongo, quindi un "URRA'" per Pistorius.

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    Re: rispondi qui alla prima discussione mercoledì 18 marzo

    Messaggio  Carolina Pezzella il Lun Mar 23, 2009 3:35 pm

    Pistorius è un ragazzo giovane e malgrado ciò ha dovuto affrontare già molti problemi e disagi dovuti alla sua "disabilità".Però non si è fermato davanti a questi ostacoli,ma, anzi ha cercato di superarli sempre con molta grinta anche se ha dovuto combattere battaglie molto più grandi di lui,perchè anche se è chimato disabile,cerca di cancellare questa sua disabilità provando non solo a cancellarla in lui,ma cancellarla anche attraverso gli occhi di chi guarda.E'diventato "famoso" ai mass-media per il suo caso:lui,pur disabile avrebbe voluto partecipare alle olimpiadi,e non alle pari-olimpiadi,ha combattuto contro tutto e tutti "scomodando"anche persone importanti,personaggi dello spettacolo,avvocati e giudici,ma purtroppo non ce l'ha fatta ad arrivare alle olimpiadi perchè le persone indicate a giudicare il suo caso non lo hanno ritenuto idoneo per quello che lui chiedeva,infrangendo così il sogno di un ventenne.Ma lui con la sua tenacia ha giurato che combatterà affinchè questo suo sogno si realizzerà.E spero, da sua coetanea, che tutto ciò possa un giorno realizzarsi. Smile

    Menna Mariateresa

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    Re: rispondi qui alla prima discussione mercoledì 18 marzo

    Messaggio  Menna Mariateresa il Lun Mar 23, 2009 3:49 pm

    Menna Mariateresa
    Oscar Pistorius rappresenta la forza,la voglia di vivere.Le protesi rappresentano una seconda possibilità data a questo giovane ragazzo per riuscire a realizzare il suo sogno più grande:correre! anke se con immenso sacrificio,impegno costante e grande volontà.Credo che l'utilizzo di queste protesi diano un piccolo vantaggio in quanto protebbero dar vita adun effetto "molla",ma comunque resta il fatto che siano sempre strutture esterne ad un corpo umano e quindi non completamente vantaggiose. Very Happy

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    IL CASO PISTORIUS

    Messaggio  anna del deo il Lun Mar 23, 2009 4:50 pm

    Per quanto riguarda il caso Pistorius, la decisione di non ammettere le sue protesi ai giochi Olimpici mi porta a fare una serie di riflessioni...Anche nel mondo sportivo, che si pensava non così inquinato da interessi economici e di potere, quello che conta è soltanto la vittoria.Fino a quando gareggiava e non vinceva, nessuno metteva in discussione i suoi "mezzi" ma, al contrario, prevaleva un sentimento di compassione.Quando poi i "normali" si sono visti superare dal "diverso", allora ecco che è scattata subito l'azione di difesa!!! La forza di volontà, la voglia di superare i propri problemi e la possibilità di offrire una speranza a chi ha voglia di lottare, con questa decisione non sono così state premiate.Non c'è cosa più brutta nella vita che infrangere i sogni di una persona."Ti potranno togliere le ali...ma non potranno impedirti di volare."
    Vorrei a questo punto citare una frase tratta dal film: LA RICERCA DELLA FELICITA'...
    "Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa.Se hai un sogno tu lo devi proteggere.Quando le persone non sanno fare qualcosa lo dicono a te che non lo sai fare.Se vuoi qualcosa, vai e inseguila.Punto."

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    Re: rispondi qui alla prima discussione mercoledì 18 marzo

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